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30 luglio 2008

L'ultima lezione del professor Pausch

Randy Pausch, docente di Informatica, Interazione Uomo-Computer, Design nonché pioniere della ricerca sulla realtà virtuale alla Carnegie Mellon University, si è spento nella sua casa a 47 anni, vinto da un tumore al pancreas, che lo stava consumando da quando ne aveva 45. Ha lasciato una moglie e tre figli piccoli. 

Nel settembre 2006 i medici gli avevano comunicato che gli sarebbero rimasti dai tre ai sei mesi di vita. Le cure e la sua straordinaria vitalità gli hanno consentito di vivere per quasi altri due anni. Ma neppure il cancro lo ha privato della sua ironia, senso dell'umorismo e gioia di vivere.

Nella sua "Ultima Lezione" in una gremita Aula Magna dell'ateneo della CMU ha parlato di come non sia vivendo più a lungo che si batte la morte, ma vivendo bene e realizzandosi pienamente.

Prima ancora che aprisse bocca i 400 presenti gli hanno tributato una lunga standing ovation, dopo la quale il docente ha raccontato ciò che ha imparato vivendo la sua situazione: "Posso dirvi che ho fatto un sacco di cose stupide e nessuna di esse mi dà fastidio ora. Tutti gli sbagli ed i momenti in cui sono stato imbarazzato non importano. Ciò che importa è che posso guardarmi dietro e dire 'quasi tutte le volte che ho avuto la possibilità di fare qualcosa di bello ho cercato di afferrarla ed è da questo che arriva il mio sollievo".

"Trovate la passione e seguitela - ha intimato - non troverete la passione nelle cose, né nel denaro, perchè più cose e più denaro avete, più userete queste cose come metro per guardarvi attorno e vedere che c'è sempre qualcuno che ne ha di più. Quindi la passione deve arrivare da qualcosa che vi alimenta dentro".

La Disney, per cui Pausch aveva lavorato, realizzando uno dei suoi sogni d'infanzia, ha acquistato per 6,7 milioni di dollari i diritti di pubblicazione di una sua biografia, intitolata "L'Ultima Lezione", scritta con il giornalista del Wall Street Journal Jeff Zaslow.

Ecco qui la sua ultima lezione. Purtroppo non ci sono i sottotitoli in italiano, ma qui si trova la traduzione integrale. Con un po' di abilità e riducendo e affiancando abilmente le finestre di Explorer si può seguire facilmente la sua "Ultima lezione".



“L’esperienza è ciò che ottieni quando non sei riuscito a ottenere ciò che volevi”.

"Ogni ostacolo, ogni muro di mattoni, è lì per un motivo preciso. Non è lì per escluderci da qualcosa, ma per offrirci la possibilità di dimostrare in che misura ci teniamo. I muri di mattoni sono lì per fermare le persone che non hanno abbastanza voglia di superarlo. Sono lì per fermare gli altri".

"Io credo che questa sia una delle cose migliori che si possano insegnare a qualcuno: la chance di dimostrare che cosa si prova facendo entusiasmare il prossimo. Si tratta di un vero dono, un dono meraviglioso. Noi cerchiamo sempre di coinvolgere il pubblico...".




21 aprile 2008

Buon viaggio Giuliano

Ieri è morto Giuliano Gennaio. Aveva 28 anni. La mia età. Ha avuto un malore improvviso. Ho avuto la fortuna di conoscerlo, all'epoca del suo giornale Liberalcafe.it, solo via mail e in una telefonata che ci siamo fatti qualche anno fa.

Lo stimavo, oltre che per le sue idee, soprattutto per la sua instancabile attività politica ed editoriale. Eravamo amici di blog, senza mai esserci visti in faccia. La notizia della sua morte mi ha colpito molto.

Anche a lui piaceva il teatro. "La vita è come una commedia, non importa quanto sia lunga, l'importante è che sia rappresentata bene". (Seneca). Grazie per lo spettacolo che ci hai regalato.

Riposa in pace giugen, buon viaggio.


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31 marzo 2008

A Milano l'Expo 2015

E' ufficiale. Milano si è aggiudicata l'Expo del 2015. Una grande occasione per il rilancio internazionale della città e dell'Italia intera. A Smirne l'onore delle armi.

Ecco i video di presentazione delle due contendenti


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28 gennaio 2008

Sempre fango sull'Italia. A chi importa?

Stanco di vedere l'Italia sempre nel mirino della stampa straniera, in particolare di quella britannica, ho scritto una lettera al forum di Beppe Severgnini sul Corriere che è stata titolata: "Ma chi li vuole i Kentucky Fried Chicken?". Eccola:

Caro Beppe,

    possibile che con tutti i problemi che ci sono nel mondo, il “Financial Times” continui quotidianamente a fare le pulci all'Italia? Anche oggi l'FT pubblica un bell'articolo su come sia difficile per gli stranieri investire in Italia.
http://www.ft.com/cms/s/0/f540075a-c920-11dc-9807-000077b07658.html

Ok, il problema c'è e il tema è sacrosanto, non nascondiamoci dietro a un dito. Ma quello che più mi dà fastidio è la superiorità e il velato disprezzo con cui gli algidi giornalisti della City ci trattano. "In Italia non servono cifre per capire cosa manca. Basta fare un giro in un centro cittadino, dove i commercianti locali vendono cioccolata artigianale, i bar a gestione familiare offrono pasticcini di qualità, le scarpe fatte a mano sono vendute da vecchi e coriacei uomini", inizia così l'articolo firmato da Adrian Michaels.

"Mancano soprattutto i grandi magazzini, le divise aziendali e, in particolare, i nomi dei grandi distributori al dettaglio nel mondo sopra l'entrata dei negozi". E cosa succede se qualcuno cerca un fast food in stile americano? Non esiste un Kentucky Fried Chicken (Kfc) in Italia, accusa il giornalista. Ci sono appena 37 Burger Kings, mentre in Spagna se ne contano 400, nel Regno Unito più di 500. Anche McDonald stava per chiudere i suoi "Archi d'oro".

Ma chi li vuole i Burger King, le divise aziendali e i KFC? Teneteveli pure! Voleteci farci diventare tristi, repressi e alcolizzati come purtroppo succede a tanti cittadini di Sua Maestà? W la cioccolata artigianale e le scarpe fatte a mano! Poi dei problemi economici parliamone, per carità. Ma per favore, non rompeteci l'anima sulle nostre peculiarità. Abbiamo mille difetti, (tra cui anche l'autolesionismo), ma grazie a Dio, per ora, non siamo ancora una colonia britannica. Yours sincerely,

FT

Il mio sfogo era soprattutto contro la sicumera che certi giornalisti stranieri hanno nei confronti dell'Italia e il titolo sui KFC può essere fuorviante. Trovo irritante infatti che vengano criticati i nostri tradizionali usi e costumi (non le nostre magagne politiche ed economiche, per carità) da osservatori stranieri che stanno bene attenti a sciacquare i propri panni sporchi in Arno (o nel Tamigi). E' facile infatti gettare fango sull'Italia a livello internazionale, tanto siamo i primi a cospargerci il capo di cenere anzitempo e gratis.
 
Interessanti sono stati le risposte che ho ricevuto via mail dai lettori di Italians, che ringrazio e pubblico nello spazio dei commenti a questo post. Hanno scritto soprattutto italiani che vivono all'estero e che ben conoscono la questione. W gli Italians!


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15 gennaio 2008

Papa fuori dalla Sapienza...

...Diliberto non commenta. Deo gratias.

Da Agi del 15/1/2008
Nessun commento da parte del segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, sulla decisione del Papa di non partecipare all' inaugurazione dell'anno accademico della Sapienza dopo le polemiche dei giorni scorsi. Alla domanda dei giornalisti che chiedevano un giudizio, il leader dei Comunisti Italiani, al termine di un incontro a palazzo Chigi tra Sinistra Arcobaleno e Romani Prodi, si è limitato a rispondere. "Oggi abbiamo parlato di politica economica". (AGI)


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24 dicembre 2007

Babbo Natale o Barabba?

Babbo Natale è stato crocifisso. La singolare e un po' blasfema iniziativa è di un americano. Una protesta contro la festa dei consumi per antonomasia, dove i veri valori cristiani, originanti la ricorrenza, vengono cancellati dal frastuono di lucine colorate, regali da scartare e tonnelate di cibo ingurgitate.

Ma contro il nostro affezionatissimo barbuto, preso in prestito e pubblicizzato dalla Coca Cola, si scaglia anche un intellettuale come Claudio Magris.

"Il vecchio giocondo - scrive il laico Magris - vuole farci dimenticare che le tensioni del mondo si vanno facendo insopportabili e incontrollabili", mentre il "25 dicembre celebra la nascita di un bambino, un salvatore che sarà crocifisso: la gioia che annuncia non è una truffa".

Uno spunto da non dimenticare, anche se ormai l'albero con le lucine ha preso il posto del presepe con i pastori. Credere alla salvezza del mondo non è cosa da tutti i giorni, soprattutto con la pancia gonfia, riempita di bolo alimentare.


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19 dicembre 2007

E' Natale, un'altra volta

E' in arrivo un nuovo Natale, ancora una volta. La settimana che lo precede è quella più folle dell'anno. Fatta di cene aziendali, corse ai regali, auguri imbustati, mail di auguri spedite. La città è piena di luci, in strada spuntano come lumache dopo la pioggia i banchetti per la beneficenza; a Natale siamo tutti più buoni. L'albero c'è, il presepe non sempre, a volta per paura di offendere i non-cristiani. Peccato.

La coda alle casse diventa sempre più lunga, nei negozi e nei centri commerciali. Ci sono tappeti rossi sui marciapiedi, il freddo punge e il sole è sempre più stanco. Pochi pensano al vero Natale, quello del Dio-bambino nato a Betlemme.

Qualche tv trasmetterà ancora "Una poltrona per due", le tavole saranno piene di bolliti e panettoni. In molti non avranno la pace nel cuore, ma un'illusione di felicità quando la pancia è piena. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. †


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31 ottobre 2007

Halloween, la festa dei morti viventi

Anche quest'anno è arrivato Halloween, una delle festa più insulse e americane dell'anno. Una tradizione importata da Oltreoceano per rendere omaggio all'unico vero dio che domina la società contemporanea: il consumo.

Una festa anche per esorcizzare ciò che più ci fa paura, la morte. Una carnevalata, spacciata come festa per bambini, che ha contagiato anche gli adulti. Rendendo più umani spiriti, streghe, fantasmi e scheletri ci illudiamo di essere invincibili, immortali.

Ognissanti sembra non essere più di moda in un mondo dominato dalla cultura usa e getta. I nostri modelli non sono più i veri santi. Ci spaventa onorare la memoria dei nostri morti. Meglio fare festa, comprare, consumare, non pensare. Per la società l'aldilà non esiste. Per vivere bene basta spendere e copiare.

Scriveva San Paolo agli Efesini: "Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre".


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29 ottobre 2007

Addio Zampetti

Dopo Gigi Sabani se n'è andato un altro dei miei miti. Guido Nicheli, il mitico Zampetti dei Ragazzi della III C. Grandissimo caratterista, il cumenda che ha dato vita a veri e propri tormentoni.

NCS (non ci siamo), taac, esatto! Ué Africa!

Un benefattore del buonumore per tutte le risate che ci ha regalato.

Ciao Zampetti, speriamo che in paradiso "scatti la libidine!".



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28 settembre 2007

E' una cosa pazzesca!

Beppe Grillo corre ai ripari. Dopo essersi accorto che i suoi "vaffa" portano acqua al mulino della Cdl, cerca di spostare il tiro per tornare al suo primo amore: Silvio Berlusconi.

Dal suo blog il Topo Galileo dice che ''Mastella è solo un capro espiatorio. Il migliore sulla piazza della politica, certo. Per questo hanno scelto lui''. 

''Ma l'indulto - spiega Grillo - non è una sua idea, ne sono convinto. Gli è stato ordinato. Da chi? Dal Parlamento. E chi nel Parlamento lo ha spinto di più? Lui, lo psiconano. Quello che straparla di sicurezza nelle piazze con la badante rossa''. (Michela Vittoria Brambilla ndr).

Così il compagno Grillo torna nei ranghi. Si era dimenticato forse chi era il suo peggior nemico? Perchè aiutarlo? Bravo, viva la coerenza. Immagino sia difficile non parlare male di Berlusconi anche quando è all'opposizione. Beppe ci stava quasi riuscendo, infervorato dalla suadente sirena di Mastella. Meglio andare sul sicuro. Il primo amore non si scorda mai.


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